Lead generation e funnel
La lead generation costruisce un flusso misurabile di contatti qualificati, dal primo clic alla conversione, ottimizzando landing page e funnel.
Portare traffico è solo metà del lavoro. Questo cluster si concentra sull'altra metà, trasformare quel traffico in contatti reali, misurando ogni passaggio.
La matematica che quasi nessuno fa
Raddoppiare le visite richiede di raddoppiare il budget. Portare la conversione dal 2% al 3% produce lo stesso effetto senza spendere un euro in più di media, e il guadagno resta anche quando la campagna finisce.
È il motivo per cui, davanti alla richiesta di alzare il budget, la prima cosa che guardiamo è la pagina di destinazione. Su The Organic Pharmacy un tasso di conversione del 4% ha retto una campagna che in dieci giorni ha prodotto quattro volte il fatturato mensile abituale: con un punto percentuale in meno, lo stesso investimento avrebbe reso un quarto in meno.
Il test A/B non si può fare sempre, e va detto prima
Un test A/B ha bisogno di volumi per diventare attendibile. Sotto qualche migliaio di visite al mese sullo stesso percorso, il risultato oscilla per caso e leggerlo come un verdetto è peggio che non testare: si prendono decisioni sbagliate con la convinzione di averle misurate.
La maggior parte dei siti B2B sta abbondantemente sotto quella soglia. Proporre un A/B test a chi ha duecento sessioni al mese è un modo elegante per non decidere. Quello che funziona a volumi bassi è diverso: test qualitativi con cinque o sei persone del target reale, modifiche valutate su finestre lunghe e confrontate con lo stesso periodo precedente, e correzioni di cose che sono sbagliate in assoluto e non richiedono una prova statistica per essere riconosciute.
Su una landing conta cosa togli, non cosa aggiungi
Una landing efficace elimina le vie di fuga: meno voci di menu, meno inviti concorrenti, una promessa sola mantenuta dall'inizio alla fine. Se la pagina propone tre cose, la persona ne fa zero.
Il secondo punto è la continuità fra annuncio e pagina. Se l'annuncio promette un audit e la pagina parla di servizi in generale, il clic è già pagato e già perso. È l'errore più costoso e il più facile da trovare: basta aprire i propri annunci e cliccarli.
A volte la risposta giusta è non avere una landing. Su Farmacisti per la Ricerca abbiamo usato moduli nativi compilati dentro Meta, con i dati precompilati dalla piattaforma: attrito quasi zero, 327 contatti in otto mesi a 13 euro l'uno. Ha funzionato perché il target era ampio e il costo di una telefonata a vuoto basso. Con un ciclo di vendita lungo la stessa scelta sarebbe stata un errore.
Dove si perdono le persone, in ordine di frequenza
La promessa cambia fra annuncio e pagina. Il visitatore capisce in due secondi di essere nel posto sbagliato.
Il modulo chiede più di quanto la persona sia disposta a dare a quel punto del percorso. Chiedere il fatturato aziendale prima di aver dimostrato qualcosa è una richiesta che non ti sei ancora guadagnato.
Manca la prova. Nel B2B nessuno lascia i propri dati a un'azienda di cui non ha visto un lavoro. Un numero, un cliente citato per nome, una testimonianza firmata valgono più di tre paragrafi di descrizione.
La pagina è lenta o illeggibile da telefono. Banale, ancora frequentissimo, e si verifica in un minuto.
Il funnel è un modello utile e un po' bugiardo
Utile, perché costringe a chiedersi a che punto sia la persona che stiamo per interrompere. Bugiardo, perché nessuno percorre davvero un imbuto in linea retta: si entra a metà, si esce, si torna sei mesi dopo passando da una raccomandazione o da una risposta dell'AI.
La conseguenza pratica è che vale più coprire bene tre momenti diversi che costruire sette fasi teoriche che nessuno attraverserà in ordine.
Il lavoro non finisce con la conversione
Il contatto acquisito è l'inizio di una relazione, non la fine di una campagna. Su Borgovet farma la sola serie di email di benvenuto vale circa il 50% del fatturato generato dall'intero programma email: metà del risultato arriva da messaggi che partono da soli, dopo la conversione, e che molte aziende non hanno mai scritto.
Chiedersi cosa succede nelle ventiquattro ore dopo che qualcuno lascia i suoi dati è la domanda con il miglior rapporto fra sforzo e ritorno di tutto il funnel.
Cosa misuriamo
Il tasso di conversione per singolo passaggio, non solo quello finale. Il costo per lead accanto al tasso con cui i lead diventano clienti, perché da solo non dice niente. Il tempo che passa fra il primo contatto e la richiesta. E quante persone tornano una seconda volta prima di convertire, che nel B2B è quasi sempre la maggioranza.
Cosa approfondisci in questo cluster
Landing page che convertono. Struttura, messaggio e prova che spingono il visitatore giusto a lasciare un contatto.
CRO, ottimizzazione delle conversioni. Migliorare la percentuale di visitatori che compiono l'azione voluta, con test e dati anziché opinioni. Il metodo è in tre tempi: dati, ipotesi scritta nella forma «se cambio X mi aspetto Y, lo misuro con Z», validazione. La terza è quella che quasi tutti saltano.
I casi in cui l'abbiamo fatto
Farmacisti per la Ricerca, dal clic al contatto: moduli nativi compilati dentro la piattaforma invece che su una landing, 327 lead a 13 euro e un 10% che è diventato cliente → vedi il case study
The Organic Pharmacy, il funnel che non finisce con la vendita: 383 nuovi iscritti alla newsletter raccolti durante la campagna, che pesano sulle vendite successive → vedi il case study
Borgovet farma, cosa succede dopo la conversione: la sola serie di benvenuto vale circa il 50% del fatturato generato dalle email → vedi il case study
Risale a: Performance
Glossario: CRO · Landing page · Funnel · Costo per lead
Si lega a: lead generation b2b
Dal clic al contatto, senza perdite.
Se il traffico c'è ma i contatti no, partiamo dal funnel e dai punti in cui le persone si fermano.
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