Lo spiega Google stessa in una pagina della guida di Search Console, quella su impressioni, posizione e clic. La leggono in pochi. Io l’ho riletta di recente e ci ho trovato più di una cosa che cambia il modo in cui guardo i report, soprattutto adesso che una parte della visibilità passa dalle risposte AI.
Qui sotto metto in fila le regole che contano, partendo da AI Overviews e AI Mode.
TL;DR
- Un AI Overview occupa una sola posizione nei risultati. Tutti i link al suo interno ricevono quella posizione.
- In AI Mode la posizione si conta come nella pagina di risultati classica. Una domanda di approfondimento vale come nuova ricerca.
- Se il tuo sito compare più volte nella stessa ricerca, Search Console registra la posizione più alta. Nell’AI Overview e al quinto posto? Conta l’AI Overview.
- Clic, impressioni e posizione finiscono sull’URL canonico che Google sceglie per la pagina.
- Discover non ha posizione e le sue impressioni non vengono mai raggruppate per proprietà. In Google Immagini si conta da sinistra a destra, poi dall’alto in basso.
Le metriche di base
Un ripasso veloce, perché le definizioni di Google sono più precise di quanto si pensi.
Un’impressione si conta quando un link al tuo sito è nella pagina di risultati che l’utente sta guardando, anche se non ci arriva scorrendo. Se però serve un clic per vederlo, per esempio su “mostra altro”, l’impressione arriva solo quando il link diventa visibile.
Un clic è un clic verso l’esterno: l’utente lascia Google e arriva sul tuo sito. Quello che resta dentro Google non conta.
La posizione media dice dove compariva il tuo link rispetto agli altri risultati, con 1 per il primo in alto. Si calcola solo per la Ricerca Google. Il CTR, infine, è il rapporto tra clic e impressioni.
Google avverte che questi criteri possono cambiare. Conviene riaprire la guida ogni tanto.
AI Overviews: un solo riquadro, una sola posizione
Per Search Console un AI Overview è un unico elemento della pagina. Occupa una posizione, e tutti i link che contiene ricevono quella stessa posizione. Che il tuo sito sia la prima fonte citata o l’ultima, il numero è lo stesso.
Siccome il riquadro compare quasi sempre in cima, nella pratica quel numero è spesso 1.
Per i clic vale la regola generale: conta solo il tocco su un link che porta fuori da Google. Leggere o espandere il riquadro non genera clic. Le impressioni seguono le regole standard.
Da qui nasce un effetto che vedo spesso nei report dei clienti. Una pagina entra in un AI Overview e la posizione media migliora, anche se il risultato organico è rimasto dov’era. Le impressioni salgono, il CTR scende, perché molte persone leggono la risposta e si fermano lì. Non è per forza una cattiva notizia. Vuol dire che una parte della visibilità ora passa dalla risposta AI, e che la tua pagina ne fa parte.

AI Overviews: un solo riquadro, una sola posizione
AI Mode: posizione come nei risultati classici, e ogni domanda conta
AI Mode è la ricerca più conversazionale di Google. Scompone la domanda in sottotemi, li cerca in parallelo e lascia all’utente la possibilità di approfondire.
Qui la posizione funziona in un altro modo rispetto agli AI Overviews. Segue lo stesso metodo della pagina di risultati: in genere dall’alto verso il basso sulla colonna principale, poi sulla colonna secondaria. Caroselli e blocchi di immagini dentro AI Mode seguono le regole previste per quegli elementi. Quindi conta anche dove compari nella risposta, non solo il fatto di esserci.
Clic e impressioni seguono le stesse regole degli AI Overviews.
Poi c’è la parte che trovo più utile. Quando l’utente fa una domanda di approfondimento dentro AI Mode, per Google sta facendo una ricerca nuova, e impressioni, posizione e clic della nuova risposta vanno a quella domanda.
Quello che manca sono le ricerche che AI Mode fa dietro le quinte quando scompone la domanda, le cosiddette query fan-out. La guida non le nomina tra i dati del report, e oggi non si vedono. Mi dispiace, perché secondo me valgono quanto le domande dell’utente: raccontano cosa l’AI va a cercare sul tuo tema. Bing qualcosa del genere lo mostra già, nel suo report AI Performance.
Ultima nota: gli esperimenti di Search Labs restano fuori da Search Console, sia per AI Mode sia per gli AI Overviews.

AI Mode: posizione nella risposta e domande di approfondimento
La regola della posizione più alta
Se il tuo sito compare più volte nella stessa ricerca, Search Console prende la posizione più in alto. Poi fa la media su tutte le ricerche.
La guida porta questo esempio. In una prima ricerca il sito compare in posizione 2, 4 e 6, e conta 2. In una seconda compare in 3, 5 e 9, e conta 3. La posizione media è 2,5.
Con gli AI Overviews l’effetto è evidente. Se la tua pagina è citata nel riquadro in cima e compare anche al quinto risultato organico, per quella ricerca Search Console registra la posizione del riquadro. Di solito, 1.
Due dettagli da sapere. La posizione si registra solo se c’è un’impressione: a pagina 3, se l’utente non ci arriva, quella ricerca non entra nel conto. E gli annunci a pagamento non occupano posizioni.
Perché il canonical conta anche nei report
Clic, impressioni e posizione vengono attribuiti all’URL canonico, cioè l’indirizzo che Google sceglie per rappresentare una pagina quando ne esistono più versioni: mobile e desktop, parametri, varianti dello stesso contenuto.
Se Google sceglie un canonical diverso da quello che ti aspetti, anche i dati vanno altrove. Capita di vedere una pagina con pochissimi dati e una quasi identica che ne ha tanti, ed è spesso questo il motivo.
Il controllo richiede un minuto. Apri Controllo URL in Search Console e guarda se il canonical che hai dichiarato coincide con quello scelto da Google. È anche una delle voci della nostra checklist sulla GEO.
Discover e Google Immagini: le eccezioni
Discover fa storia a sé. La posizione non viene registrata, e le impressioni non vengono mai raggruppate per proprietà: due contenuti dello stesso sito nello stesso feed contano come due impressioni. Un’impressione scatta quando la scheda diventa visibile scorrendo.
In Google Immagini, nella scheda dedicata, la posizione si conta da sinistra a destra e poi dall’alto in basso. Il numero di immagini per riga cambia con la larghezza dello schermo, quindi la posizione dice solo in modo approssimativo quanto in basso stava l’immagine. Nella pagina di risultati principale, invece, un blocco di immagini occupa una sola posizione.

Le regole di Search Console in sintesi
Cosa cambia nel modo di leggere i dati
Sembrano dettagli tecnici, ma cambiano le conclusioni che si tirano guardando un report. Ecco come li uso io.
Prima di festeggiare una posizione media migliore, controllo da quali ricerche arriva e guardo la pagina dei risultati. Spesso dietro c’è un ingresso in un AI Overview, non un salto nel ranking.
Un CTR in calo non mi allarma subito. Se nello stesso periodo crescono impressioni e posizione, è probabile che le persone trovino la risposta nel riquadro. Il lavoro diventa rendere la pagina la fonte da cui vale la pena approfondire.
In AI Mode guardo anche il posto nella risposta. Contenuti chiari, con la risposta in apertura e informazioni verificabili, hanno più probabilità di comparire in alto.
Le ricerche lunghe e molto specifiche le leggo come possibili domande di approfondimento fatte in AI Mode. Dicono cosa vogliono sapere le persone dopo la prima risposta, e sono spunti ottimi per arricchire i contenuti.
E quando vedo un salto improvviso, prima di cercare la causa nel sito controllo se Google ha cambiato qualcosa nel modo di contare.
Search Console resta lo strumento di riferimento per capire come Google mostra il tuo sito. Sulle risposte AI, però, dice ancora poco: niente ricerche nascoste di AI Mode, nessuna indicazione su come vieni descritto. Per quello serve guardare direttamente cosa dicono le AI.
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