TL;DR

  • AI Performance è un report gratuito di Bing Webmaster Tools che conta le citazioni del tuo sito nelle risposte di Copilot, nei riassunti AI di Bing e in alcuni servizi partner.
  • Mostra le citazioni totali, quante pagine diverse vengono citate e le grounding query, cioè le ricerche che l’AI fa dietro le quinte per costruire la risposta.
  • Da giugno 2026 classifica le ricerche per intento e per tema e calcola la tua quota di citazioni. Da ottobre c’è Topics Portfolio, che segnala le ricerche in cui vengono citati altri siti e non il tuo.
  • Se il sito è già su Google Search Console, l’attivazione è un’importazione di pochi minuti.
  • I dati sono direzionali: utili per decidere su cosa scrivere, non per promettere traffico.

Cos’è il report AI Performance

Microsoft ha lanciato AI Performance in anteprima pubblica a febbraio 2026, dentro Bing Webmaster Tools. La domanda a cui risponde è semplice: quando Copilot o Bing rispondono con l’AI, il mio sito viene usato come fonte?

Non misura le posizioni nei risultati classici. Misura se i tuoi contenuti vengono usati per il grounding, cioè come base verificabile su cui l’AI costruisce la risposta, e se compaiono tra le fonti citate.

Secondo Microsoft il report copre le esperienze AI che si appoggiano al web aperto: le superfici di Microsoft Copilot, i riassunti generati dall’AI nella ricerca Bing e alcune integrazioni di partner che usano il grounding di Bing.

Per chi fa GEO è un dato raro: viene dal motore stesso, non da un campione di domande fatto da uno strumento esterno.

Il confronto con Google è inevitabile. Anche Search Console ha un report dedicato all’AI generativa, ma si ferma a una vista d’insieme: non mostra le ricerche che l’AI fa dietro le quinte, non dice su quali temi vieni citato e non segnala dove vengono citati gli altri al posto tuo. Utile per sapere che qualcosa succede, molto meno per decidere cosa fare. Bing, oggi, va molto più a fondo.

Le metriche, spiegate semplici

La schermata principale si chiama Citations & Pages. Puoi guardare gli ultimi 7 giorni, 30 giorni, 3 o 6 mesi, oppure un periodo personalizzato.

Metrica Cosa ti dice
Total Citations Quante volte le pagine del tuo sito sono comparse come fonte nelle risposte AI considerate.
Avg. Cited Pages Quante pagine diverse del sito vengono citate in media ogni giorno. Misura l’ampiezza, non il volume.
Grounding Queries Le ricerche che l’AI ha fatto per costruire la risposta. Possono essere diverse da quello che ha scritto l’utente.
Trend per pagina Citazioni e grounding query di ogni singola pagina: ti dice quali contenuti si stanno guadagnando la visibilità.

Ecco come appare il report per un cliente di Trasparenze, negli ultimi tre mesi.

Il report AI Performance di un cliente di Trasparenze: 2.200 citazioni in tre mesi, con una media di 5 pagine citate al giorno
Il report AI Performance di un cliente di Trasparenze: 2.200 citazioni in tre mesi, con una media di 5 pagine citate al giorno

In tre mesi il sito ha raccolto circa 2.200 citazioni nelle risposte di Copilot e dei servizi partner, con una media di 5 pagine diverse citate ogni giorno. Il grafico mostra l’andamento giorno per giorno: la linea viola sono le citazioni, quella blu le pagine citate. Si vede bene come la visibilità nelle risposte AI non sia costante: alterna giorni quasi a zero a picchi improvvisi, e i picchi di citazioni coincidono quasi sempre con più pagine citate insieme.

Le due metriche principali vanno lette insieme. Tante citazioni concentrate su una o due pagine raccontano un sito che ha un contenuto forte e poco altro. Meno citazioni distribuite su molte pagine raccontano un sito che le AI considerano affidabile su più temi.

Le grounding query meritano un’attenzione in più, perché sono il dato più frainteso. Non sono le parole che le persone digitano su Bing: sono le ricerche che Copilot fa per conto dell’utente quando scompone la domanda. È lo stesso meccanismo che Google chiama query fan-out. Leggerle significa vedere da vicino come un’AI ragiona sul tuo settore.

Le metriche del report AI Performance
Le metriche del report AI Performance

Cosa è arrivato a giugno: intenti, temi, quota di citazioni

A giugno 2026 Microsoft ha aggiunto quattro funzioni.

Intents. Le grounding query vengono classificate per intento: informativo, commerciale, navigazionale, imparare e risolvere, ricerca, creazione, locale e altri. Ti dice in quale tipo di conversazione vieni citato. Un e-commerce, per esempio, può scoprire di essere citato soprattutto nei confronti tra prodotti.

Topics. Le ricerche vengono raggruppate in temi. Invece di guardare cento query una per una, vedi su quali argomenti hai visibilità. “Pannelli solari”, “efficienza dei pannelli” e “installazione residenziale” finiscono, per esempio, nello stesso tema.

Citation Share. È la percentuale di citazioni che ricevi per una grounding query rispetto a tutte le citazioni mostrate per quella ricerca. Dice non solo se ci sei, ma quanto spazio occupi. Microsoft precisa che non è una classifica: non mostra i domini dei concorrenti e non rappresenta una quota di traffico.

Compare. Sovrappone due periodi sullo stesso grafico. È utile per vedere se un aggiornamento dei contenuti, un nuovo cluster di articoli o un intervento tecnico hanno spostato qualcosa.

Topics Portfolio: la novità di ottobre

Il 13 ottobre 2026 Microsoft ha presentato Topics Portfolio, una nuova scheda in beta accanto a Citations & Pages. Secondo me è la parte più utile di tutto il report, perché per la prima volta mostra anche dove non ci sei.

La pagina principale elenca i temi in cui il tuo sito ha una presenza significativa, con tre misure accanto a ciascuno.

Colonna Cosa significa
Topic Il tema: un gruppo di grounding query collegate in cui il tuo sito compare.
Topic Size Il totale approssimativo delle citazioni, a tutti i siti, su quel tema nel periodo scelto. È una misura della domanda nelle risposte AI.
Sites Cited Quanti siti diversi vengono citati su quel tema. Dice quanto è affollato.
Queries Quante grounding query diverse contiene il tema.

Sotto la tabella c’è la parte che conta di più: Top Opportunity Queries. Sono le ricerche più rilevanti, su tutti i tuoi temi, in cui vengono citati altri siti e il tuo no. I volumi qui sono mostrati per fasce, non come numeri esatti.

Cliccando su un tema si apre il dettaglio: in alto la dimensione del tema, le tue citazioni e il numero di ricerche; sotto, due tabelle. Your Grounding Queries elenca le ricerche in cui ci sei già. Opportunity Queries quelle dello stesso tema in cui ci sono gli altri. Le due metà di un tema: quello che hai già e quello che è ancora aperto.

La scheda compare solo se ci sono abbastanza dati. Puoi scegliere un periodo di uno, due o tre mesi.

Come leggere i temi

Incrociando dimensione del tema e numero di siti citati si ottiene una mappa abbastanza chiara di dove investire.

  • Tema grande, pochi siti citati. È l’area più interessante: c’è domanda e poca concorrenza. Qui un buon contenuto può fare la differenza in fretta.
  • Tema grande, tanti siti citati. C’è domanda ma è affollato. Serve qualcosa che gli altri non hanno: dati propri, esperienza diretta, un punto di vista riconoscibile.
  • Molte ricerche, poche citazioni per te. Di solito è un buco di copertura: il tema c’è nel tuo sito, ma non abbastanza approfondito.
  • Opportunity query in temi vicini. Sono la base per nuovi articoli, per i link interni e per allargare il perimetro dei temi su cui sei considerato una fonte.
Topics Portfolio: come leggere temi e opportunità
Topics Portfolio: come leggere temi e opportunità

Come attivare Bing Webmaster Tools

Bing Webmaster Tools è gratuito. Se il sito è già verificato su Google Search Console, non serve una nuova verifica: basta importarlo.

  1. Accedi a bing.com/webmasters con un account che appartiene all’azienda e che controllerà anche in futuro. Non quello personale di un collaboratore.
  2. Scegli l’importazione da Google Search Console e autorizza il collegamento.
  3. Seleziona la proprietà del sito pubblicato.
  4. Apri il report Sitemap e controlla che la sitemap ci sia. Se manca o è vecchia, inviala a mano.
  5. Annota la data di attivazione. Quando un report sarà vuoto, saprai da quando stai raccogliendo dati.

Se non usi Search Console, puoi verificare il sito con un record TXT nel DNS, un file XML o un meta tag HTML.

Poi apri AI Performance. All’inizio bastano tre altri report: Sitemap, Search Performance e il controllo degli URL. Il resto può aspettare.

Un’ultima cosa utile è IndexNow: un segnale che avvisa Bing e gli altri motori aderenti che una pagina è cambiata, senza aspettare la prossima scansione. Usalo per le pagine che contano davvero, come un nuovo numero di telefono, orari diversi o una nuova pagina servizio. Un ping non garantisce l’indicizzazione, quindi non va letto come un risultato.

Come lo usiamo nel lavoro SEO e GEO

Il traffico da Bing, in Italia, resta molto più basso di quello da Google. Ma il punto non è il traffico: è avere una finestra diretta su come un’AI usa i tuoi contenuti. Copilot, poi, è dentro Windows e gli strumenti Microsoft che molte aziende usano ogni giorno.

Nel nostro lavoro lo usiamo in quattro modi.

Proteggere quello che funziona. Le pagine già citate da Copilot sono quelle da tenere aggiornate per prime e da rafforzare con contenuti collegati.

Trovare la domanda reale. Le grounding query mostrano cosa l’AI vuole sapere sul tuo tema, spesso con sfumature che non emergono dalle parole chiave classiche. Sono ottimi spunti per i brief.

Misurare prima e dopo. Con Compare si vede se un intervento ha spostato qualcosa: un articolo riscritto, dati strutturati aggiunti, link interni sistemati.

Dare priorità. Le pagine che vanno bene su Google ma hanno pochissime citazioni AI sono le prime da rivedere: hanno già autorevolezza, spesso manca solo una struttura più chiara.

Topics Portfolio aggiunge il pezzo che mancava. La domanda smette di essere “siamo stati citati per questa ricerca?” e diventa “quali temi hanno domanda, quanto sono affollati e dove siamo assenti?”. È esattamente la domanda da cui parte un piano editoriale.

Resta un dato di un solo ecosistema. Per sapere come ti raccontano anche ChatGPT, Google AI Mode, Gemini e Perplexity servono altre verifiche, come quelle che descrivo nel nostro metodo di audit della visibilità AI.

I limiti da tenere a mente

Microsoft stessa è molto chiara su questo punto, e vale la pena ripeterlo.

  • I dati sono indicativi. Topic Size, Sites Cited e Queries sono approssimati, e i volumi delle opportunità sono mostrati per fasce.
  • La classificazione è fatta dall’AI. Una ricerca può finire in un tema che tu avresti chiamato in un altro modo.
  • I siti piccoli possono non vedere Topics Portfolio, o vedere pochi temi, se i dati non bastano.
  • Le ricerche di marca possono comparire tra le opportunità. Il nome di un concorrente può finire nella lista anche se non ha senso inseguirlo.
  • Una citazione non è una visita. Non equivale automaticamente a traffico o a contatti.
  • Il report non garantisce niente. Mostra l’attività di citazione, non promette che una pagina verrà citata. Come la posizione su Google non garantisce i clic.

Ogni tema e ogni opportunità ha un pollice in su e uno in giù: se una classificazione è sbagliata, segnalarlo aiuta Microsoft a migliorarla.

Il mio consiglio è usarlo comunque, adesso. Un dato direzionale che viene dal motore stesso vale più di una stima sicura fatta da qualcun altro.

Vuoi sapere cosa dicono le AI della tua azienda, non solo su Bing? Con la GEO Audit leggiamo le risposte di ChatGPT, Google AI Mode, Gemini, Perplexity, Claude e Copilot e ti diciamo, riga per riga, come raccontano il tuo brand e da dove partire. Prezzo fisso, report in cinque giorni lavorativi.