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Overview
Trasparenze ha guidato il rebrand del logo di WellStore, e-commerce verticale di prodotti e soluzioni per la salute. Il progetto è nato in vista del lancio della nuova veste grafica del sito web e ha portato a un'identità visiva più contemporanea, più scalabile e più riconoscibile — pensata per funzionare in modo coerente su digitale, app, packaging e comunicazione fisica.
Questo è il racconto di come abbiamo trasformato un logo ormai obsoleto in un segno distintivo, e perché, per un brand in evoluzione, la cura del marchio non è "estetica": è infrastruttura.
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Il punto di partenza: un logo che non rappresentava più il brand
Quando il CEO di WellStore ci ha contattato, l'azienda stava ridisegnando l'intera presenza online: nuovo sito, nuova architettura, nuovo posizionamento commerciale. Era il momento giusto per fare i conti con un'altra evoluzione necessaria: il logo.
Il logo precedente raccontava una storia diversa da quella che WellStore vive oggi. Tipograficamente era ancorato a codici tradizionali, mentre l'azienda si stava ridefinendo come ecosistema digitale della salute, con un sito che integra catalogo, consulenza, contenuti editoriali e assistenza virtuale.


La domanda di partenza era netta: un brand che vuole essere percepito come il punto di riferimento digitale per la salute può continuare a usare un marchio che parla un'altra lingua?
La risposta è la stessa che diamo a tutti i nostri clienti in queste situazioni: il logo non è una decorazione, è il primo touchpoint del brand. Quando inizia a stonare rispetto a quello che il brand è diventato, ogni applicazione successiva, dal sito al packaging alla comunicazione al retail, porta con sé quella stonatura.
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La sfida progettuale: contemporaneità, scalabilità, iconicità
Abbiamo costruito il brief del rebrand intorno a tre richieste non negoziabili.
Contemporaneità. Il nuovo logo doveva allontanarsi dai codici tradizionali del settore salute e parafarmacia, come silhouette umane, croci e simboli sanitari, per posizionare WellStore come brand digitale e moderno.
Scalabilità. Il marchio doveva funzionare allo stesso modo in spazi grandissimi, come un'insegna retail, e piccolissimi, come l'icona di un'app, un favicon o un bottone di chat. Senza perdere riconoscibilità.
Iconicità. Doveva esistere un elemento del logo capace di vivere anche da solo, come monogramma, come pattern, come watermark, senza dover trascinarsi dietro l'intero lockup.
Questi tre vincoli hanno guidato ogni scelta tipografica, cromatica e compositiva del progetto.
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Il concept: la "W" come segno iconico nel naming
Il cuore del rebrand è una decisione tipografica precisa: integrare l'elemento distintivo della "W" direttamente all'interno del naming, trasformandolo da semplice iniziale a segno iconico e riconoscibile.


Sul nuovo logo abbiamo lavorato su tre leve in contemporanea.
Una "W" che diventa simbolo, non solo lettera. La W è ridisegnata con un'angolazione netta e tratti geometrici puliti. Funziona come monogramma autonomo, indipendentemente dal resto del wordmark.


Due font per due anime del brand. "Well" è disegnato in un font con personalità, più emozionale e caldo. "STORE" è invece in un font più funzionale, lineare, scalabile. Il contrasto tra i due font racconta visivamente la doppia natura del brand: la parte umana, di cura, e la parte commerciale, di servizio.
Una separazione cromatica netta. "Well" è in lampone, colore distintivo, caldo, emotivo. "STORE" è in nero o grigio scuro a seconda dell'applicazione. Il contrasto cromatico migliora la leggibilità e crea una gerarchia visiva immediata tra le due componenti.
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Il risultato: un'identità modulare e scalabile
Il logo finito non è un disegno, è un sistema di identità. Ogni elemento, la W, il wordmark completo, il monogramma, la palette, le proporzioni, è pensato per essere applicato in modo coerente su decine di superfici diverse, fisiche e digitali.
Le applicazioni che abbiamo progettato:
Stationery, biglietti da visita, carta intestata, buste. Il sistema usa il lockup completo sul fronte, su carta bianca con stampa lampone in rilievo, e il pattern del monogramma sul retro, lampone su lampone. Il risultato è un set di stationery che resta riconoscibile anche senza il wordmark, grazie al ritmo grafico della W.


Packaging, box, shopping bag, etichette. Il monogramma diventa elemento decorativo del packaging, applicato come sticker di sigillo sulla carta velina e ripetuto in trasparenza sui sacchetti. Il lockup compare in posizione centrale, accompagnato dal claim wellstore.it.


Retail, insegne, allestimenti, biglietti. Per gli ambienti fisici, come showroom, corner negozi ed eventi, il logo funziona in versione tridimensionale: il monogramma W è scolpito in rilievo, il wordmark completo segue sulla parete in tipografia pulita. Il risultato è immediatamente riconoscibile anche da lontano.


Digital, sito web, app, chat. Sul sito wellstore.it il logo è in versione orizzontale nell'header lampone. Sull'app mobile, il monogramma diventa app icon, e gli stati interattivi, come chat, carrello e profilo, usano la W come elemento ricorrente. Il sistema è pensato per reggere il responsive senza compromessi di leggibilità.


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Cosa abbiamo imparato, e che vale anche per altri brand
Sintetizzando l'esperienza WellStore in quattro lezioni replicabili per chi sta pensando a un rebrand.
Il logo segue il brand, non viceversa. Non si rifà il logo per rinnovare: si rifà perché il brand è cambiato e ha bisogno di un marchio che racconti la storia di oggi, non quella di ieri. Per WellStore era diventato indispensabile.
Un elemento iconico, anche piccolo, vale più di un disegno complesso. Aver ricavato una W che funziona da sola, da monogramma, ha moltiplicato le possibilità applicative. Lo stesso brand può vivere in un favicon di 16 pixel e su un'insegna da due metri senza compromessi.
Due font dicono due cose insieme. L'uso di due tipografie diverse nello stesso wordmark è una scelta strategica: serve a raccontare due anime del brand, emozionale e funzionale, umano e commerciale, senza dover scrivere un payoff.
Il rebrand non finisce con il logo. Un logo da solo, senza la sua grammatica di applicazione, tra stationery, packaging, digital e retail, resta un esercizio grafico. Il valore vero arriva quando il sistema è coerente su ogni superficie che il cliente toccherà.
Domande frequenti
- Quando ha senso rifare il logo di un brand esistente?
- Tre situazioni tipiche giustificano un rebrand del logo: il brand è evoluto significativamente nei prodotti, nel posizionamento o nel pubblico target; il logo precedente non funziona più bene nei contesti digitali, come responsive, app icon o social avatar; il logo è ancorato a codici visivi datati che indeboliscono la percezione di contemporaneità. WellStore rientrava in tutte e tre.
- Quanto tempo serve per un rebrand completo come quello di WellStore?
- Per un progetto end-to-end, concept logo, sistema di identità, applicazioni principali, i tempi tipici sono 6-10 settimane: 1-2 settimane di discovery e brief strategico, 2-3 settimane di concept e iterazioni, 2-3 settimane per il sistema applicativo, tra mockup, brand book e asset. Dipende molto dalla velocità di feedback del cliente.
- Cosa contiene il sistema di identità oltre al logo?
- Un sistema di identità completo include almeno: logo principale, orizzontale e verticale, positivo e negativo, monogramma o sub-mark, palette colori completa con codici Pantone, CMYK, RGB, HEX, font system primario e secondario, regole di applicazione su spazi di rispetto e dimensioni minime, brand book sintetico, mockup applicativi principali. È quello che ha ricevuto WellStore.
- Il logo nuovo rompe il riconoscimento del brand?
- Sì, ed è un effetto controllato. Un rebrand riuscito accetta un temporaneo shock di riconoscimento nei clienti più storici, in cambio di un beneficio strutturale: posizionarsi meglio per i nuovi clienti che il brand vuole conquistare. Le aziende che evitano sempre il rebrand per non perdere riconoscibilità sono quelle che finiscono per essere percepite come ferme, vecchie, fuori tempo.
- Trasparenze segue tutto il progetto o solo il logo?
- Dipende dal brief del cliente. Su WellStore abbiamo gestito logo, sistema di identità e applicazioni principali, tra stationery, packaging e mockup digital, in un unico progetto. Su altri clienti seguiamo solo una parte del percorso e ci raccordiamo con i team interni o con altre agenzie che gestiscono le applicazioni. La nostra preferenza è essere coinvolti dal concept al deployment: è dove il rebrand mantiene la sua coerenza.
Per concludere
WellStore non è un caso di logo rifatto per cambiare aria. È un caso di brand che è cresciuto e ha avuto bisogno di un marchio che lo accompagnasse nella sua nuova fase. Il nostro mestiere, in progetti come questo, è semplice: ascoltare dove il brand sta andando, e disegnare il segno che lo rappresenta in quel posto, non in quello da cui parte.
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