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Overview
Korff è il brand di skincare avanzata di Istituto Ganassini: dermocosmesi ispirata alla medicina estetica, distribuita in farmacia e sul proprio e-commerce.
Con Trasparenze ADV lavora su Google Ads, Meta Ads, Instagram ed email marketing, con un report mensile che riunisce tutti i canali.
Il brief: far rendere l'investimento pubblicitario senza tradire un posizionamento premium, che non si presta a sconti aggressivi né a urgenze artificiali.
Nel 2026 il ritorno della pubblicità è cresciuto in modo netto: ad agosto il ROAS Google è più che triplicato rispetto allo stesso mese del 2025.
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Cosa significa fare social e paid per un brand da farmacia
Un brand dermocosmetico che vive soprattutto in farmacia ha una sfida che i brand nati online non conoscono: la pubblicità deve sostenere il brand anche dove non si può misurare, e rendere conto di sé dove si può.
Il posizionamento di Korff è scientifico e premium. Per la pubblicità significa promesse di efficacia sempre documentate, una comunicazione che non colpevolizza e una leva promozionale che valorizza il prodotto invece di svenderlo.


Abbiamo trasformato questi vincoli in un metodo: poche campagne, ciascuna con un ruolo preciso, un obiettivo misurabile e una regola di uscita decisa prima della partenza.
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Il punto di partenza
Korff è arrivata al 2026 con prodotti dall'efficacia dimostrata, una domanda di brand solida e una community Instagram affezionata. La domanda da cui siamo partiti non era quanto investire, ma dove ogni campagna potesse lavorare meglio.
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Google Ads, due campagne e due ruoli
Una campagna presidia le ricerche di chi cerca già Korff per nome e protegge una domanda che il brand si è guadagnato. Performance Max lavora invece sulla domanda nuova: ha bisogno di più tempo per imparare e nei mesi estivi ha migliorato con costanza la propria capacità di convertire.
Il risultato si vede nel ritorno: ad agosto 2026 il ROAS Google è più che triplicato rispetto ad agosto 2025. Non per un singolo intervento, ma perché l'investimento è stato concentrato dove la campagna rendeva e continuava a imparare.
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Meta Ads, tre regole
Concentrarsi su ciò che funziona: su una linea di prodotto abbiamo spostato l'investimento sulle creatività che convertivano meglio, in un mese il ROAS è cresciuto del 65%.
Sapere dove fermarsi: ogni campagna ha un punto oltre il quale il ritorno smette di crescere, per superarlo non serve più budget, servono creatività nuove.
Dare spazio a ciò che converte, anche quando parte in piccolo: le campagne rivolte a chi conosce già il brand hanno dato alcuni dei ritorni migliori dell'account con una parte contenuta dell'investimento.

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Instagram, ritrovare il ritmo
Su Instagram abbiamo lavorato su due leve, la frequenza e il formato. Abbiamo messo alla prova le nostre ipotesi sui formati e, quando i dati le hanno smentite, le abbiamo corrette apertamente nel report.
Il confronto ha dato una risposta chiara: i Reels raggiungono più persone dei caroselli, che restano utili per i contenuti da salvare e consultare. Da qui una cadenza stabile, con i Reels al centro e sempre nel tono del brand.
Il passo successivo è la conversazione: contenuti che fanno una domanda, rispondono ai dubbi sulla routine e invitano le persone a raccontare la propria pelle.

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Il metodo, un report che verifica le sue previsioni
Il lavoro poggia su un report mensile con una regola valida per tutti i clienti Trasparenze ADV: ogni previsione del mese precedente viene confrontata con il risultato reale, quando sbagliamo lo scriviamo.
Per le vendite usiamo una sola fonte di verità, l'e-commerce, non gli strumenti di analisi che possono perdere dati per consenso e tracciamento. I dati anomali vengono esclusi anche quando migliorano il risultato.
Ogni raccomandazione ha una metrica e una soglia di uscita: se il risultato atteso non arriva entro la data indicata, l'attività si ferma.
E quando i numeri sono piccoli lo diciamo, perché pochi acquisti possono far sembrare straordinaria una campagna che non lo è.
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Cosa abbiamo imparato
Spostare l'investimento vale più che aumentarlo: prima di aggiungere budget conviene capire quali campagne e quali creatività stanno già convertendo.
Ogni campagna ha un tetto ed è meglio scoprirlo presto: quando l'efficienza smette di crescere, il segnale per ripartire è una creatività nuova, non più budget.
La campagna più redditizia è spesso la più piccola: le attività rivolte a chi conosce già il brand rendono molto anche con una quota contenuta dell'investimento.
Sui social la costanza batte il colpo fortunato: una frequenza stabile rende i risultati leggibili e permette di capire quali formati allargano davvero il pubblico.
Domande frequenti
Per concludere
Korff è un caso di metodo: campagne con un ruolo, un obiettivo e una regola di uscita; un profilo Instagram con un ritmo costante e la voce del brand; un report che dice anche quando le cose non vanno come previsto. Il nostro mestiere è mettere queste cose in fila, in piena trasparenza sulle scelte e sui risultati che ne derivano.
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