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Vendiamo la GEO Audit, l’analisi di come le intelligenze artificiali descrivono un’azienda. Prima di proporla ai clienti, l’abbiamo fatta su di noi.

La domanda era semplice: quando un potenziale cliente chiede a ChatGPT, a Perplexity o all’AI Mode di Google “chi si occupa di GEO in Italia?”, Trasparenze viene nominata?

La risposta è stata netta. Le AI ci conoscono e ci descrivono bene quando ci cercano per nome. Ma quando qualcuno cerca un’agenzia come la nostra, non ci nominano mai.

Questo case study racconta come abbiamo misurato, cosa abbiamo trovato, perché succede e cosa stiamo facendo per cambiarlo. Con i numeri veri, anche quelli scomodi.

Cosa abbiamo fatto

Il 25 settembre 2026 abbiamo fatto 30 domande a tre motori di intelligenza artificiale: ChatGPT, Perplexity e Google AI Mode. In tutto, 90 risposte.

Le domande sono quelle che farebbe chi sta decidendo a chi affidare un lavoro, divise in quattro famiglie:

  • Brand (6 domande): chi ci cerca già per nome. Per esempio: “Chi è Trasparenze ADV?”
  • Categoria (9 domande): chi cerca un’agenzia come la nostra. “Quali agenzie italiane si occupano di GEO?”
  • Problema (7 domande): chi ha un problema e non sa ancora che esistiamo. “Come faccio a farmi citare da ChatGPT?”
  • Decisione (8 domande): chi sta confrontando e valutando i prezzi. “Quanto costa un audit GEO in Italia?”

Nessuna domanda suggerisce la risposta: non abbiamo mai scritto “agenzia di branding e AI visibility”, perché sarebbe stato come rispondere da soli.

Perché in sessione pulita

Tutte le risposte sono state raccolte senza account, senza memoria e senza cronologia. È il dettaglio che cambia tutto.

Il 24 settembre, dai nostri account personali, risultavamo primi con cinque stelle. Il giorno dopo, in sessione pulita, sulla stessa domanda non comparivamo affatto. Le AI personalizzano le risposte in base a chi chiede: dal proprio computer ci si vede più belli di come ci vede il mercato.

Cosa abbiamo misurato

Abbiamo usato le stesse sei misure della GEO Audit che facciamo per i clienti, così il nostro punto di partenza è confrontabile con il loro:

  1. Presenza: quanto compariamo.
  2. Accuratezza: quanto è vero quello che dicono di noi.
  3. Attribuzione: chi dicono che siamo.
  4. Sentiment: come ne parlano.
  5. Fonti: da dove prendono le informazioni.
  6. Quota di voce: quanto pesiamo rispetto ai concorrenti.

A queste abbiamo aggiunto un’analisi delle agenzie nominate al posto nostro, la lettura di 180 pagine dei loro siti e il confronto tra i siti che le linkano e quelli che linkano noi.

Cosa abbiamo fatto: 30 domande, 3 motori, 90 risposte
Cosa abbiamo fatto: 30 domande, 3 motori, 90 risposte

I risultati

Ci conoscono, ma non ci scelgono

Quando qualcuno chiede di Trasparenze per nome, le AI ci raccontano bene: 17 risposte su 18 sono corrette, con la categoria giusta, i fondatori, l’anno di fondazione, la sede e i nostri valori.

In tutte le altre domande, però, non esistiamo: 0 risposte su 72. Nessuna menzione quando qualcuno cerca un’agenzia GEO, ha un problema di visibilità nelle AI o confronta i prezzi.

Il dato complessivo, 17 su 90, sembra un 19% di presenza. Ma è gonfiato dalle domande sul nostro nome. Il dato che conta è lo zero sulle domande di categoria: è lì che un cliente sceglie a chi rivolgersi.

I risultati: 17 su 18 per nome, 0 su 72 nel resto
I risultati: 17 su 18 per nome, 0 su 72 nel resto

Le AI leggono directory e classifiche, non i siti delle agenzie

Sulle domande di categoria, le AI non aprono i siti delle agenzie. Leggono directory e classifiche. La fonte più citata è Sortlist, una directory di agenzie, presente in 8 risposte su 27. Seguono l’elenco dei partner Semrush, i blog di alcune agenzie concorrenti e qualche testata di settore.

Molte di queste fonti sono articoli del tipo “le 10 migliori agenzie di...”, scritti da agenzie che si mettono in cima alla propria lista. Le AI li leggono come rassegne neutrali e ne ricavano le raccomandazioni.

Il nostro sito, invece, viene letto solo quando qualcuno ci cerca per nome.

Le fonti che decidono le risposte di categoria
Le fonti che decidono le risposte di categoria

Non è una questione di dimensione

Abbiamo confrontato le agenzie nominate al posto nostro con i dati di Semrush. Trasparenze è più grande di quattro di loro per numero di parole chiave posizionate e di siti che la linkano.

Il caso più eloquente è un’agenzia con 9 parole chiave posizionate, traffico quasi nullo e nessun sito che la linka, nominata comunque su 3 domande. Il motivo? Il titolo del suo sito dice esattamente “Agenzia GEO Italia”.

Ci descrivono bene, ma con qualche errore

Sulle domande che ci riguardano direttamente, le AI sono in gran parte corrette. Abbiamo trovato però cinque imprecisioni. La più seria: chiedendo “alternative a Trasparenze ADV”, Perplexity ci confondeva con la consulenza finanziaria, perché la parola “trasparenza” tira il modello verso quel settore. Altre arrivavano da vecchie pagine del sito ancora online, con valori e messaggi che non usiamo più.

Perché succede

Abbiamo messo alla prova cinque ipotesi, ognuna verificata con una prova concreta:

  • I concorrenti pubblicano classifiche di agenzie: confermato. Si mettono al primo posto delle proprie classifiche, e le AI le citano.
  • Sono presenti nelle directory: confermato. Noi non eravamo su Sortlist, Clutch, G2 e l’elenco partner di Semrush.
  • Hanno più contenuti: smentito. Vale per i più grandi, non per chi ci batte sulla GEO.
  • Dichiarano chiaramente la loro categoria: è la leva principale. Le AI scelgono chi dice esplicitamente “agenzia GEO”. Noi ci presentavamo come agenzia di branding e AI visibility, un’etichetta che quasi nessuno cerca: “generative engine optimization” ha circa 590 ricerche al mese in Italia, “AI visibility” circa 20.
  • Hanno prove di terzi: ci mancano. Perplexity lo ha scritto chiaramente: i nostri casi studio sono pubblicati da noi, quindi non indipendenti.

Abbiamo anche confrontato i siti che linkano le agenzie concorrenti con quelli che linkano noi. Su 2.936 siti, 2.846 non citano Trasparenze. Tolto lo spam, restano 112 opportunità reali, di cui 20 ad alta priorità: testate di settore, eventi, liste di agenzie GEO.

Chi parla dei concorrenti e non di noi
Chi parla dei concorrenti e non di noi

Su cosa agiamo

Abbiamo trasformato i risultati in un piano di 12 settimane, in quattro cantieri, in ordine di impatto.

1. Dire chiaramente cosa facciamo (settimane 1-2). Una pagina dedicata all’agenzia GEO, con titolo esplicito e domande frequenti. La pulizia delle vecchie pagine che confondevano le AI. Una descrizione dell’azienda identica ovunque, per eliminare l’ambiguità del nome.

2. Farci elencare dai terzi (settimane 2-6). Le schede sulle directory che le AI leggono davvero: Sortlist, Clutch, G2, guidaagenzie.it, le liste di agenzie GEO.

3. I contenuti che mancano (settimane 3-8). Gli articoli che oggi scrivono solo i concorrenti: come scegliere un’agenzia GEO, quanto costa la GEO, e la pubblicazione di questa stessa ricerca.

4. Le prove di terzi (settimane 4-12). Recensioni verificabili, casi studio raccontati dai clienti sui loro canali e link editoriali su testate di settore. Per quest’ultimo punto ci siamo attivati con un partner esterno all’agenzia, per far parlare di Trasparenze dove le AI e i nostri clienti si informano: articoli sulle testate del marketing e della comunicazione, non directory di bassa qualità.

Ogni azione ha già la sua prova: sappiamo quale domanda guardare al prossimo controllo per capire se ha funzionato.

Il piano in 12 settimane
Il piano in 12 settimane

Cosa ci portiamo a casa

Misurare in modo pulito cambia la diagnosi. Dai nostri account eravamo primi. In sessione pulita, assenti. Senza un metodo, avremmo lavorato sul problema sbagliato.

Essere conosciuti non basta per essere scelti. Le AI ci descrivono bene, ma non ci raccomandano. Sono due cose diverse, e vanno misurate separatamente.

Sulla categoria, il sito da solo non basta. Le AI scelgono leggendo fonti esterne: directory, classifiche, testate. Conta chi parla di te, non solo quello che scrivi tu.

La dimensione conta meno della chiarezza. Chi dichiara con precisione cosa fa viene nominato anche con pochissimo traffico. È lo stesso principio su cui lavoriamo con i clienti: prima viene un posizionamento chiaro.

Cosa ci portiamo a casa: quattro lezioni
Cosa ci portiamo a casa

Quando rifaremo il check

Rifaremo le stesse 30 domande, con le stesse parole, sugli stessi tre motori e sempre in sessione pulita:

  • dopo 8 settimane, per un primo controllo rapido;
  • dopo 12 settimane, a fine piano;
  • a marzo 2027, sei mesi dopo il punto di partenza, per il confronto ufficiale.

Gli obiettivi sono concreti: comparire in almeno 3 risposte di categoria su 27 e in almeno 3 risposte su 21 sulle domande “problema”, e passare da 1 a 5 siti esterni che ci elencano come agenzia GEO.

Le risposte delle AI cambiano da sole, anche quando un modello si aggiorna. Per questo leggeremo i risultati con prudenza: un miglioramento su un solo motore può essere un caso, un miglioramento su tutti e tre, insieme a un cambio delle fonti citate, è il segnale che il lavoro funziona.

Racconteremo anche quei numeri, qui.

Il valore Trasparenze ADV

Questo case study è insolito: il cliente siamo noi. Ma è il modo più onesto di mostrare come lavoriamo.

Non abbiamo cercato i numeri che ci facevano piacere. Abbiamo misurato con un metodo che si può ripetere, abbiamo pubblicato anche i risultati scomodi e abbiamo legato ogni azione a una verifica.

È la stessa GEO Audit che facciamo per i nostri clienti.

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